
Sezione dedicata ai
Gruppi Archeologici
della Provincia di Vicenza
Realizzato con il contributo del Centro di Servizio per il Volontariato della Provincia di Vicenza
| Relazione di Carlo Valery |
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Il 1° Convegno dei Gruppi e delle Associazioni di Archeologia del Veneto trova la sua collocazione nel territorio di Castelfranco veneto che, per il suo distendersi tra la fascia delle colline asolane e la pianura centrale veneta, all'incrocio tra le province di Treviso, Padova e Vicenza, costituisce ad un tempo punto d'incontro e di scambio naturale tra le genti. Il corso del fiume Muson che scorre giù dalle balze pedemontane verso la laguna veneta, ricalca il suo originario alveo sino a Godego, dove in epoca recente, con nuova direzione fu deviato. Collegandosi con l'area delle risorgive e delle sorgenti del fiume Sile, costituiva, sin dalla preistoria, via naturale di transito per quelle popolazioni paleolitiche che lungo le sue rive hanno lasciato sporadiche traccie. Nella pianura i primi indizi di presenza umana paiono potersi ricondurre all'epoca neolitica, periodo della grande rivoluzione agricola. Ma solo con l'età dei metalli ed in particolare con l'età del Bronzo (II millenio a.C.) la diffusione e l'incremento della popolazione moltiplicano gli insediamenti umani. L'economia basata sull'agricoltura subisce forti condizionamenti sociali dovuti alla nascente divisione del lavoro, per il diffondersi della metallurgia e del commercio. Il territorio castellano appare in tale periodo particolarmente significativo per la densità di strutture abitative e cultuali in terra rilevata come motte, tumuli e castellieri di pianura. Sono queste forme semplici: cerchi, quadrati, ellissi, tutte di notevole interesse e purtroppo a tutt'oggi poco studiate e chiarite in tutta la loro problematica dimensione culturale. La civiltà paleoveneta, insediata nelle vicine Asolo e Montebelluna, è presente per posizione naturale di passaggio verso la non lontana Padova, con elementi sporadici ma significativi. La penetrazione romana nella zona iniziatasi ufficialmente con la costruzione della via Postumia nel 148 a.C. si consolida con la via Aurelia e con un probabile impianto castrense in Castelfranco Veneto. Il territorio circostante viene centuriato nella prima metà del I secolo a.C. e ancor oggi è visibile la perfetta divisione agraria della campagna locale. La ripartizione poderale della centuriazione romana nella pianura porta ad una economia di produzione basata sulla piccola proprietà, con basso tasso produttivo rispetto ai sistemi latifondistici e schiavistici propri di altre zone d'Italia. La presenza sparsa di abitazioni rustiche romane è molto frequente e si coagula in nuclei pagensi come in Godego, luogo più densamente abitato per il suo porsi all'incrocio tra il fiume Muson e la via Postumia. Il ritrovamento recente, in località Casoname, lungo un decumano di centuriazione, di una discreta serie di sepolture, attesta la presenza in loco di coloni agricoltori in epoca augustea. L'impianto paleocristiano infine appare evidente nell'area di S. Pietro sulla riva orientale del fiume Muson ove su preesistenze romane si eleva un sacello utilizzato in epoca longobarda. A lungo dimenticato dall'Archeologia ufficiale tale territorio si propone quindi ricco di spunti e prospettive per gli studi futuri. I recuperi e le ricerche operate negli anni recenti hanno posto le prime sicure fondamenta per un'analisi approfondita della storia locale più antica, mettendo in luce problematiche che non potranno non essere affrontate. Diviene infine d'obbligo richiamare l'attenzione sul grave abbandono in cui versano numerose strutture in terra di epoca preistorica la cui esistenza è messa di continuo in pericolo per la mancanza di tutela della maggior parte di esse. Molte negli anni recenti sono andate spianate e distrutte, ed occorre intervenire presto per salvare le superstiti con seri piani urbanici ed archeologici di settore, conservando la testimonianza di una civiltà che appare sempre più affascinante e grandiosa. |