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L’associazione archeologica “Veicetia” ha potuto seguire per oltre 20 anni i cantieri edili e stradali della città di Vicenza, raccogliendo una notevole quantità di informazioni archeologiche.
Esse riguardano non solo la Vicenza romana ma anche quella paleoveneta e medievale.
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L’esistenza di una pista protostorica, che attraversava tutto il Veneto dall’Adige al Piave ed oltre, lungo le pendici dell’arco di colline che racchiudono a Nord la Pianura Veneta, fu ipotizzata da Alessio De Bon (Romanità del Territorio Vicentino, 1937).
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I Colli Berici ( designati in letteratura con il termine più appropriato di “Monti” Berici) a pochi passi dal centro di Vicenza rappresentano un prezioso scrigno naturalistico ed archeologico nell’ambito del territorio della nostra provincia.
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Il Lago di Fimon rappresenta ciò che rimane di un più esteso bacino lacustre di origine pleistocenica, che occupava oltre all’attuale valle del Lago, le depressioni vallive della Ferrara, della Fontega e della val de Marca (sotto il paese di Lapio).
I depositi alluvionali portati dai corsi d’acqua
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I graffiti della Val d'Assa |
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Dalle montagne della zona settentrionale dell'Altopiano dei Sette Comuni si dipartono numerose incisioni vallive. La più profonda è la Val d'Assa. Questa ha origine presso il passo di Vezzena e si dirige tortuosamente verso sud per poi piegare ad occidente e confluire, infine, nella Val d'Astico.
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