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Sezione dedicata ai
Gruppi Archeologici
della Provincia di Vicenza

Realizzato con il contributo del Centro di Servizio per il Volontariato della Provincia di Vicenza

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Gruppo grotte "Giara Modon"
Riferimenti

Sede: via Giara Modon 36020 Valstagna - tel. 0424 558035
Presidente: Fabrizio Bassani

Storia

Il gruppo inizia la propria attività nel 1970. Nel 1980 è uno dei gruppi fondatori della Federazione Speleologica Veneta.

Inizialmente lo scopo del gruppo è la ricerca di cavità carsiche, la loro esplorazione ed il loro rilievo. Gli sviluppi maggiori delle ricerche si hanno sull' Altopiano di Asiago ed in tutto il Massiccio del Grappa mentre le spedizioni internazionali sono indirizzate verso il territorio dell'Albania settentrionale.

L’associazione è presente nel Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico, nella Scuola Nazionale di Speleologia della Società Speleologica Italiana, nella gestione del Laboratorio Sotterraneo di Biospeleologia di Ponte Subiolo e del Museo di Speleologia e Carsismo A. Parolini della Federazione Speleologica Veneta. Nel campo speleosubacqueo è presente con un' equipe particolarmente preparata.

Durante questi anni di attività l’esplorazione di cavità di interesse storico, archeologico e paleontologico ha indotto un crescente interesse per la storia e l’archeologia. Dal 1990 aderisce alla Federazione delle Associazioni di Archeologia del Veneto (F.A.A.V.).

Attività

L’attività del Gruppo e strettamente focalizzata al territorio del “Canale di Brenta”, comprendente i comuni di Pove del Grappa, Solagna, San Nazario, Cismon del Grappa, Valstagna e Campolongo sul Brenta. Tale “territorialità” corrisponde ad una vocazione precisa che, alla ricerca, associa l’azione di tutela e di promozione del patrimonio storico-archeologico presente. L’evoluzione storica del Canale è il prodotto della sua peculiare condizione geopolitica di importante corridoio di transito fra la pianura gravitante su Padova e il territorio alpino e, contemporaneamente, di “limes” politico dell’area veneta. La presenza, da questo punto di vista, di vie armentarie o, comunque, di collegamento montagna-pianura e di insediamenti ad esse correlate fin dalla preistoria è il dato archeologico che più caratterizza il territorio. I siti studiati sono, in gran parte, poco noti e non hanno quasi mai suscitato l’interesse di studiosi qualificati, a tal punto che la relativa letteratura è assai scarsa.

Attualmente il Gruppo è impegnato nell’azione di dare vita al “Museo diffuso Brenta – Cismon” e si occupa, anche, dei notevoli “segni” lasciati dalla Grande Guerra nel territorio del Canale di Brenta.

Archeologia del territorio

Sepoltura presso l’eremo di San Giorgio, Solagna. Di origine medievale è stato eseguito un intervento di pulizia e il rilievo topografico e fotografico

Rocchetta di San Nazario. Resti enigmatici, lacerti murari e moltissimi frammenti di embrici. Probabile insediamento fortificato lungo un’importante via armentaria. Il Gerola e il De Bon lo fanno risalire al periodo tardo antico. E’ stato eseguito il rilievo topografico e fotografico.

Cogoli di Lora e di Capovilla. Si tratta di cavità che si aprono sulle pareti sovrastanti l’abitato di Valstagna e che presentano resti murari. Erano, probabilmente, posizioni di controllo del territorio. L’epoca d’origine non è nota. E’ stato eseguito il rilievo topografico e fotografico.

Cogol de Secia, Valstagna. Cavità naturale a monte dell’abitato. Vi sono stati recuperati oggetti (due cucchiai di bronzo e parecchi vaghi di collane) di probabile epoca romana. Sono stati segnalati e consegnati alle autorità come prevede la legge. Della cavità è stato eseguito il rilievo topografico e fotografico.

Covolon di Valgadena, presso Valstagna, ma formalmente in Comune di Enego. Dati indiziari hanno da tempo suggerito l’ipotesi che la Valgadena possa aver costituito uno dei principali vettori di penetrazione verso la piana della Marcesina dei cacciatori tardo-paleolitici la cui presenza è accertata al Riparo Dalmeri. Al Covolon, un antro gigantesco e affascinante, Gianpaolo Dalmeri, con la collaborazione del Gruppo Grotte Giara, ha eseguito un saggio di scavo nel 2006. Nella sequenza stratigrafica sono state individuate tracce d’industria litica epigravettiana, del tutto simile a quella presente in Marcesina. Le indagini sono appena all’inizio. Si crede che la Valgadena possa riservare importanti sorprese.

Val Lastaro, Conco. In questa località ai margini dell’altopiano di Asiago, durante l’esplorazione di una cavità, sono state rinvenute tracce di industria litica epigravettiana. Segnalato il ritrovamento, il sito è stato scavato e studiato dal prof. Broglio.

Sepolture di località Coli, Cismon del Grappa. In un ampio “covolo” si riconoscono ancora quattro sepolture in nicchie scavate nella roccia. Una di queste è ottimamente conservata. Il Gerola le colloca nel periodo tardo antico. E’ stato eseguito il rilievo topografico e fotografico.

Covolo di Butistone, Cismon del Grappa. Il tratto in cui la valle diventa una forra impervia, oltre Cismon, è dominato dal Covolo di Butistone. La sua ubicazione conferma una funzionalità orientata non tanto al controllo delle vie armentarie, ma piuttosto del grande corridoio che collega la pianura con i territori del Tirolo. L’origine è, probabilmente, altomedievale. Rimane presidiato fino a quasi tutto il ‘700. Il Gruppo Grotte Giara, fin dalla fine degli anni ’80, si interessa all’importante manufatto. Viene condotta una sistematica campagna divulgativa nella finalità di far conoscere la sua storia e promuovere iniziative di recupero conservativo. Contemporaneamente vengono effettuati studi, rilievi topografici, interventi di pulizia e messa in sicurezza.

Attività didattica

Il Gruppo organizza annualmente, con una propria scuola, dei corsi di speleologia. Effettua, anche, attività didattiche con lezioni, convegni e mostre.